Le competenze AI sono un obbligo di legge. Da febbraio 2025.
L'AI Act chiede alle aziende di garantire che chi usa e gestisce sistemi di intelligenza artificiale sappia farlo. L'obbligo è già in vigore. Da aprile 2026 l'Italia ha anche la norma che dice quali competenze servono, profilo per profilo.
L'obbligo che avete già
L'articolo 4 dell'AI Act si applica dal 2 febbraio 2025. Riguarda chi fornisce e chi utilizza sistemi di AI, quindi riguarda voi nel momento in cui qualcuno in azienda apre ChatGPT per lavorare.
Il testo chiede un livello di competenza sufficiente del personale, proporzionato al contesto e ai rischi. Per i sistemi ad alto rischio la barra sale: supervisione umana competente, documentazione, tracciabilità.
In pratica la domanda che vi arriverà è una sola: chi in azienda usa l'AI, e come dimostrate che sa usarla. Un corso frequentato due anni fa da tre persone non è una risposta. Un piano di formazione mappato sulle competenze richieste, con date e verifiche, lo è.
La Legge 132/2025 rafforza la direzione: recepisce l'impianto europeo e promuove formazione e certificazione delle competenze come strumenti attuativi.
La norma dice quali competenze servono
Il 30 aprile 2026 UNI ha pubblicato la norma 11621-8, prima in Europa a descrivere i profili professionali dell'intelligenza artificiale. Dodici ruoli, con compiti, competenze, responsabilità e indicatori. L'hanno scritta la commissione UNI/CT 526 di UNINFO e il Dipartimento per la trasformazione digitale.
Da usare subito, senza attendere nessun esame:
- Scrivere job description verificabiliCercate un AI Product Manager e sapete cosa deve saper fare, con un riferimento pubblico invece di un titolo inventato.
- Valutare chi vi vende AISe un fornitore non sa dire in quali profili sta il suo team, sapete con chi state parlando.
- Costruire un piano di formazione che regge a un controlloLe competenze della norma diventano il perimetro su cui formare, e la documentazione diventa evidenza.
I dodici profili
Per un'impresa medio-grande contano i primi tre e il Prompt Engineer. Gli altri interessano chi sviluppa sistemi in casa.
| Area | Profili | Chi è, in azienda |
|---|---|---|
| Governo e strategia | Chief AI Officer, AI Consultant, AI Product Manager | Chi decide sull'AI e ne risponde |
| Sviluppo e ingegneria | AI Prompt Engineer, AI Algorithm Engineer, AI Deep Learning Engineer, AI Machine Learning Engineer, AI Natural Language Processing Engineer | Chi progetta, addestra e porta in produzione |
| Dati e sicurezza | AI Data Engineer, AI Data Scientist, AI Security Specialist, AI Research Scientist | Chi gestisce i dati, protegge i sistemi, fa ricerca |
Denominazioni e descrizioni integrali sono nel testo UNI 11621-8:2026, acquistabile dal catalogo UNI.
Come funziona la certificazione
La certificazione delle persone la rilascia un organismo di certificazione accreditato secondo la ISO/IEC 17024. In Italia accredita ACCREDIA e tiene il registro pubblico. Chi forma non può certificare: la separazione è un requisito della norma, e nell'interesse di chi compra.
Per ogni profilo serve uno schema: requisiti di accesso, prove, criteri di superamento, durata e rinnovo. Gli schemi sui profili AI stanno arrivando. Oggi nessun organismo italiano rilascia ancora la certificazione accreditata su questi dodici profili, e chi vi dice il contrario sta vendendo un'altra cosa.
Il motivo per cui non conviene aspettare
L'esame è l'ultimo passo, e dura una mattina. Prima vengono le competenze, e quelle richiedono mesi. Chi forma adesso è pronto quando gli schemi aprono e nel frattempo ha già l'evidenza che la legge chiede oggi. Chi aspetta si trova con l'obbligo scoperto adesso e la coda all'esame dopo.
Sui tempi: l'inventario dei sistemi in uso e la mappa di chi fa cosa non si retrodatano. Sono la parte lenta del lavoro e sono il prerequisito di tutto il resto, certificazione compresa.
Attestato, credenziale, certificazione
Tre parole che il mercato usa come sinonimi. Quando confrontate due preventivi, guardate qui.
| Cosa | Chi lo rilascia | Cosa dimostra |
|---|---|---|
| Attestato di frequenza | Chi ha erogato il corso | Che la persona c'era e cosa è stato trattato. Dentro un piano documentato vale, da solo dice poco |
| Credenziale digitale europea | Enti di formazione e associazioni, nel formato della Commissione europea | Il completamento di un percorso allineato ai profili, verificabile online |
| Certificazione accreditata | Organismo terzo accreditato ISO/IEC 17024, sotto ACCREDIA | Competenza verificata con esame, iscritta in registro pubblico, con sorveglianza nel tempo |
Come lavoriamo noi
Formiamo e prepariamo. La certificazione la rilascerà un organismo terzo, e va bene così.
- Programmi mappati sulla normaOgni modulo è riferito alle competenze dei profili. A fine percorso sapete cosa avete coperto e cosa manca, per persona.
- Mappa delle competenze in aziendaRileviamo chi usa l'AI e in quale ruolo, e lo confrontiamo con i profili. Ne esce il piano di formazione e la base dell'inventario.
- Evidenze datateProgrammi, presenze, materiali e verifiche restano documentati. Il giorno del controllo conta la data.
- Pronti per l'esameQuando gli schemi apriranno, le vostre persone si candidano senza ricominciare da capo.
Quali profili servono alla vostra azienda?
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Riferimenti: Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), articolo 4 applicabile dal 2 febbraio 2025; Legge 23 settembre 2025 n. 132; norma UNI 11621-8:2026, pubblicata il 30 aprile 2026; norma ISO/IEC 17024 sugli organismi che certificano le persone; registro degli organismi accreditati su accredia.it.
Pagina informativa, non consulenza legale. Lo stato degli accreditamenti cambia nel tempo: prima di decidere verificate i registri ufficiali. Aggiornata a settembre 2026.